martedì 5 febbraio 2008

MARTEDI' GRASSO

IL VESTITO DI ARLECCHINO
di Gianni Rodari

Per fare un vestito ad Arlecchino

ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un'altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
"Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l'altro bolletta!"

Non mi piace particolarmente il Carnevale, ma oggi è martedì grasso e ho pensato di festeggiare con questa poesia che mi piace tantissimo e ricordo ancora tutta a memoria dalle elementari!!! ... e poi in questo periodo un po' di allegria ci vuole ...


2 commenti:

Elisa ha detto...

ma come non ti piace...e quando ci vestivamo e andavamo a fare la sfilata per il quartiere tutti insieme con quelli del catechismo e con tua mamma che urlava per farci stare tutti pari non ti piaceva??? ahahahaah io ero spesso ammalata per carnevale e alcuni anni vi ho solo visto passare da fuori e pensavo: BBB@SSSTT@@@@RRDDDIII!!!!

Chiarina22 ha detto...

Bè sì, da piccola mi piaceva ma non ne andavo matta...però se sapevo che ci sbriciavi dalla finestra ti avrei tirato una bella manciata di coriandoli :-P